Senza

Lui e Lei, due personaggi volutamente senza nome per amplificare la dimensione universale dell’inconsistenza di certi rapporti di coppia, che a volte implodono in catastrofi latenti ma prevedibili. Senza è un testo che cerca corrispondenze con i comportamenti e le relazioni della nostra epoca, dove la tecnologia sta sempre più ampliando le possibilità di comunicare rarefacendone però in modo preoccupante i contenuti e le analisi, dove i rapporti interpersonali stanno diventando sempre più impossibilitati da una fatica giornaliera inserita in una disperata gara contro il tempo.

 

Il testo si compone di monologhi che scorrono su linee parallele ma che, come rotaie di un binario morto, conducono il tema della incomunicabilità e della solitudine di coppia verso un desolato capolinea che non lascia alcuno spiraglio di speranza ma che deraglia con i suoi pesanti bagagli che contengono il nulla. Il dramma si incendia nel silenzio e nella solitudine della noia o si cristallizza in fugaci attimi verso la fuga nei sogni partoriti in un passato tramontato prima di nascere e subito oscurato da un abisso che non potrà essere più illuminato da alcun bagliore.

 

Il linguaggio diventa un canone ripetuto all’infinito, un codice ossessivo, maniacale, le parole si scompongono e si ricompongono senza soluzione di continuità. La folle ossessione del personaggio femminile nell’inseguire disperatamente un segno del partner viene continuamente mortificata da questi, che rilancia la posta in gioco inseguendo una tavolozza di cromatismi cui avrebbe voluto dare vita per dipingere il grigio circostante.

 

La fruizione di Senza è affidata a due corpi e due voci – letteralmente nudi – ed inquadrati da una cornice luminosa. Il corpo nudo dei due attori vuole paradossalmente concentrare l’attenzione dello spettatore su ogni particolare dei discorsi e dei gesti che possono attraversare la coppia. La scena – così scarna e potente – vuole amplificare la portata di ghiaccio e di fuoco contenuta nelle due anime degli attori; mettere in luce questa ultima sfida al gioco della relazione umana.

Senza

di Giulio Federico Janni
con Giacomo Rosselli e Marta Nuti

regia Sandro Mabellini