A futura memoria

A futura memoria
drammaturgia di Giulio Federico Janni

Nel cuore delle Alpi, in una immensa casa circondata dal bosco e avvolta dalla solitudine, un vecchissimo attore di teatro trascorre le sue giornate costretto da anni su una poltrona.

 

A fare compagnia al nostro protagonista vi è un giovane allievo che, da anni, studia come raggiungere la perfezione (autentica ossessione del vecchio) attraverso lo studio reiterato di un monologo di Shakespeare.

 

A rompere la routine inesorabile che scandisce le giornate di allievo e maestro ci penserà una giovane giornalista, recatasi nella sua casa per intervistare, suo malgrado, il vecchio attore. L'intervista però si trasformerà subito in una inaspettata e sorprendente lezione filosofica e di vita, durante la quale il vecchio attore si confesserà, si svelerà come mai aveva fatto al di fuori del suo amato palcoscenico.

 

La giornata giungerà al termine, e poco prima del calar del sole un nuovo evento segnerà l'esistenza dei personaggi, lasciandoli sospesi in un delicato equilibrio di instabilità e incertezza.

 

Una metafora teatrale di quello che è il cammino dell'uomo, di ogni uomo, sulla terra.